l’avvocato generale afferma che questo indice di riferimento è suscettibile di controllo di trasparenza con le conseguenze giuridiche ed economiche che questo comporta.

L’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea è chiaro: il carattere abusivo dell’IRPH può essere determinato dai tribunali spagnoli a causa della sua possibile mancanza di trasparenza.

I giudici spagnoli stanno affrontando un autunno complicato o almeno un inizio d’anno giudiziario impegnativo; nonostante il fatto che nel 2017 la nostra massima Corte abbia stabilito che l’IRPH (dal suo acronimo, indice di riferimento per i mutui ipotecari, un tasso d’interesse, ufficiale, utilizzato dalle istituzioni finanziarie soprattutto fino all’inizio del nuovo secolo) era un indice ufficiale come l’Euribor e di conseguenza era completamente trasparente e non poteva essere dichiarato nullo per la sua ipotetica natura abusiva, la controversia sulla natura di questo indice è ora in discussione nelle alte sfere europee: la CGUE.

Prima della sentenza della Corte, come di consueto, sono state rese pubbliche le conclusioni dell’avvocato generale della CGUE su questo tema. Anche se non sono vincolanti, data la nostra precedente esperienza in queste materie, sono una chiara indicazione della direzione che prenderà la tanto attesa sentenza che la CGUE dovrebbe emettere nelle prossime settimane.

L’avvocato generale ritiene che, nonostante l’IRPH sia un indice ufficiale, non dovrebbe essere al di fuori del controllo della direttiva 93/13 sulle clausole abusive nei contratti conclusi con i consumatori, come ha capito la Corte Suprema nella sentenza 669/2017 del 14 dicembre.

In questo senso, l’Avvocato sostiene che nonostante l’ufficialità dell’IRPH, questo indice non ha avuto un’applicazione obbligatoria a causa dell’esistenza di fino a sei diversi tipi di indici ufficiali, per cui gli istituti finanziari potevano optare per uno qualsiasi di quelli esistenti, assumendo così che non è un tipo di indice di imposizione obbligatoria e di conseguenza, sotto la protezione della Direttiva 93/13, può essere effettuato un controllo di trasparenza dello stesso.

Ciò significa che spetterà al giudice nazionale determinare, in conformità con la suddetta direttiva, se la clausola che include il suddetto indice di riferimento rispetta i requisiti di buona fede ed equilibrio necessari per respingere una possibile slealtà della stessa.

Finora, dato che era un tasso d’interesse ufficiale, si capiva che era trasparente perché era grammaticalmente chiaro, era incluso in ogni mutuo ipotecario in modo semplice e quello che i consumatori dovevano capire era, fondamentalmente, che il loro tasso di riferimento era l’IRPH e non un altro, come l’Euribor, per esempio; Tuttavia, come conseguenza della prevedibile sentenza della CGUE in combinazione con le disposizioni dell’Avvocato Generale, oltre a verificare in ogni caso specifico che la clausola sia stata redatta in modo trasparente e comprensibile per un consumatore medio, dobbiamo analizzare se, prima della formalizzazione del contratto, il consumatore ha ricevuto le informazioni necessarie affinché fosse consapevole delle conseguenze economiche del suo prestito riferito all’IRPH incluso, e qui c’è una novità importante, il metodo di calcolo di questo tasso di interesse.

Se entrambe le trasparenze, quella materiale e quella formale, non vengono superate, la clausola può essere dichiarata abusiva in quanto l’istituto finanziario non ha agito con la necessaria buona fede e diligenza, causando un forte squilibrio nella relazione esistente tra consumatore e professionista a danno del primo.

Da Castellucci Abogados saremo attenti e in attesa della prossima sentenza della CGUE e delle conseguenze giuridiche ed economiche che questa sentenza può causare agli spagnoli con mutui ipotecari riferiti all’IRPH, al fine di fornire consulenza legale a tutti quei consumatori che credono di trovarsi in questa situazione, analizzando ogni caso specifico e proponendo una soluzione legale praticabile che permetta al mutuatario di far valere i propri diritti in tribunale.